Il blog dell'Associazione

Notizie riguardo alla vita dell'Associazione e altre segnalazioni.

10/12/2017

Luigi Miradori, detto il Genovesino, nasce probabilmente a Genova, città da cui deriva il suo soprannome, attorno al 1605. Verso il 1632 è documentato a Piacenza e nel 1637 risulta già stabilito a Cremona dove rimarrà fino alla morte sopraggiunta nel 1656. Per la città lombarda e i centri del circondario (Castelleone, Soresina, Treviglio, San Martino Dall’Argine, Casalbuttano, Codogno, Cappella Cantone, Castelponzone, etc.) realizzerà la maggior parte delle opere oggi note. Fu attivo sia per la committenza religiosa che per quella laica, tra cui si distinse il governatore e castellano di Cremona, don Álvaro de Quiñones, che si era insediato in città nel 1644. Del pittore sono note solamente tele, anche se è documentato un perduto ciclo di pittura murale. Dopo gli esordi influenzati dalla pittura genovese e caravaggesca, il Genovesino ebbe modo di conoscere la pittura spagnola dei grandi maestri (Francisco de Zurbarán, Diego Velázquez, José de Ribera detto lo Spagnoletto, etc.) grazie alle collezioni dei nobili spagnoli risiedenti in Italia. Costante fonte d’ispirazione furono anche le stampe e incisioni (Jacques Callot, Hendrick Goltzius, Marcantonio Raimondi, etc.).

Dimenticato dalla critica, il pittore fu riscoperto a partire dal dopoguerra grazie agli studi di Mina Gregori, allieva ed erede di Roberto Longhi. La mostra, la prima monografica dedicata all’intera vita del pittore, aggiorna e riunisce tutti gli studi più recenti sulla sua attività.

Per apprezzare al meglio l’esposizione, la nostra Associazione ha organizzato una visita con una guida d’eccezione: il prof. Valerio Guazzoni, curatore della mostra insieme a Francesco Frangi e Marco Tanzi.

 

RITROVO: ore 10,00 a Cremona, all’ingresso della Pinacoteca del Museo Civico Ala Ponzone (via Ugolani Dati, 4).

BIGLIETTO: intero 10 € (altre informazioni www.mostragenovesino.it)

 

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04/11/2017

Il 31 ottobre 1517 il frate agostiniano Martin Lutero propose alla pubblica discussione 95 tesi relative alla validità delle indulgenze. Secondo la tradizione, esse furono affisse sulla porta della chiesa del castello di Wittenberg in Sassonia e diedero avvio alla Riforma protestante. Nel 1521 Lutero fu scomunicato e nel 1555 la Pace di Agusta riconobbe l’esistenza di due diverse fedi religiose in Germania.
A cinquecento anni di distanza dalla Riforma e alla luce del viaggio apostolico di Papa Francesco a Lund in Svezia e della Dichiarazione congiunta tra la Chiesa Cattolica e la Federazione Luterana Mondiale, lì firmata il 31 ottobre 2016, la nostra Associazione ha invitato mons. Franco Buzzi, Presidente dell’Accademia Ambrosiana e socio fondatore e direttore scientifico dell’Accademia di Studi Luterani in Italia, a tenere una conferenza per riflettere sullo stato dei rapporti fra cattolici e protestanti sul piano teologico, dottrinario e filosofico. L'incontro, intitolato Riforma protestante 1517 >> 2017. Libertà e giustizia per mezzo della croce, si terrà sabato 4 novembre 2017, ore 17,00 nella Sala Cremonesi, Museo Civico di Crema e del Cremasco, piazzetta W. Terni de Gregorj, 5 - 26013 Crema.

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30/09/2017

Dopo la pausa estiva, riprendono le conferenze organizzate dall’Associazione degli ex-alunni del Liceo Ginnasio “A. Racchetti” - Crema. La prima iniziativa non si terrà come di consueto il venerdì sera, ma sabato 30 settembre alle ore 10,30 per favorire la partecipazione dei liceali.
L’incontro, tenuto dal prof. Alberto Barzanò (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), sarà dedicato a Tito Livio di cui ricorre il bimillenario della morte, celebrato con numerose manifestazioni a Padova, sua città natale (www.livio2017.it). Lo storico romano nacque infatti nella città veneta nel 59 a.C. e vi morì nel 17 d.C.. L’autore è noto soprattutto per la monumentale storia di Roma, Ab Urbe Condita libri CXLII, dalla sua fondazione (tradizionalmente datata 21 aprile 753 a.C.) fino alla morte di Druso, figliastro di Augusto nel 9 a.C., unica sua opera giunta fino a noi e solo parzialmente: conosciamo, infatti solo 35, oltre a numerosi frammenti, dei 142 libri che componevano la sua storia.
Capita spesso che l’immagine delle personalità che hanno lasciato la loro impronta nella storia, col passare del tempo, si stacchi progressivamente dalla loro realtà storica e vada ad assumere invece i connotati di uno stereotipo che può essere il frutto del maggiore o minore successo avuto in vita, di un’azione consapevole dell’interessato medesimo o invece di terzi o infine semplicemente di una sequenza e/o sommatoria casuale di circostanze varie. Questo è stato anche il caso di Livio.
Se tutti certamente ben ricordano il verso in cui Dante (Inferno XXVIII 12), riferendosi a Tito Livio con parole di alto e definitivo elogio (“Come scrive Livio, che non erra…”), ha contribuito a mitizzarne definitivamente l’immagine, probabilmente solo pochi hanno invece letto, in Svetonio (Caligola 34), l’altrettanto lapidario, ma opposto, giudizio che di lui aveva dato molti secoli prima l’imperatore Caligola, come di uno “storico parolaio e pasticcione” (“verbosum in historia neglegentemque”).
Questo profondo disprezzo espresso nei confronti di Livio da un imperatore come Caligola (anche lui oggetto di un processo di stereotipizzazione, ma in senso opposto: cosicché solo ultimamente gli studi storici stanno faticosamente recuperando la vera figura storica di questo sovrano, per secoli obliterata dall’immagine del principe crudele, pazzo e degenerato per eccellenza che ha influenzato persino la filmografia del ‘900), che pure lo aveva conosciuto anche di persona da bambino e ne aveva certamente sentito parlare ampiamente dai suoi più stretti familiari anziché nuocere allo storico padovano, è stato uno dei tanti elementi convergenti che ne hanno fatto la fortuna e ne hanno avviato quella sorta di trasfigurazione destinata a generare l’esito finale di cui è testimonianza l’espressione dantesca.
La scienza storica moderna, paradossalmente, oltre a recuperare il più complessivo valore della figura di Caligola, è arrivata per vie separate (e già molto prima) a condividerne pienamente il giudizio sulla neglegentia in historia di Livio. Tanto che uno dei massimi storici dell’antichità del ‘900, sir Ronald Syme, di Livio finì per dare un giudizio forse anche più tranchant di quello di Caligola: “Abbandonando la leggenda, egli si tuffa nel romanzesco, senza avere la capacità di farne emergere i fatti certi. (…) Egli è tradito dalla specifica ignoranza della politica e della vita militare, dalla mancanza di principî critici, e, soprattutto, dall'incapacità di dare forma e struttura al materiale”.
Mentre il volto di Livio compare anche sulle monete da 2 euro e sui francobolli, è lecito domandarci se il grande risalto con cui viene celebrato quest’anno il bimillenario della sua morte sia giustificato dalla realtà della sua figura e della sua opera storica, ovvero sia motivato dal fatto che, se Tucidide resta per tutti noi il padre della scienza storica in quanto tale, Tito Livio è invece il primo della lunga teoria degli storici di professione del mondo occidentale, nonché il padre nobile di tutti i vizi e le virtù che ancora oggi, a distanza di 20 secoli, continuano a contraddistinguere tale categoria.

 

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11/06/2017

Domenica 11 giugno 2017 l’Associazione organizza una gita per scoprire i luoghi dello scrittore Antonio Fogazzaro (1842-1911) e del suo romanzo più famoso: Piccolo Mondo Antico (1895).

PROGRAMMA:

Ore   8,00: Crema, partenza in pullman dal piazzale della Croce Rossa (via del Macello).

Ore 10,00: Albogasio Inferiore, frazione di Valsolda (CO), sosta caffè e visita alla chiesa di Santa Maria Annunciata, progettata da Isidoro Affaitati nel 1666 con affreschi dedicati alle Storie di San Giuseppe e di Sant'Anna, opera di Giovan Battista Pozzi.

Ore   11,00: Oria, frazione di Valsolda (CO), visita alla villa Fogazzaro Roi, bene gestito dal FAI (Fondo Ambiente Italiano), magnifica casa di vacanze affacciata sul lago di Lugano appartenuta allo scrittore. La visita sarà effettuata a gruppi di 15 persone con ingresso ogni 10 minuti e avrà la durata di un’ora circa.

Ore 12,15: Cressogno, frazione di Valsolda (CO), visita al santuario della Madonna della Caravina che conserva preziosi dipinti dei pittori Isidoro Bianchi da Campione (1648-1655), l’Annunciazione di Salvatore Pozzi, 1646 e la Visitazione di Giovan Battista Pozzo Junior, 1640.

Ore 13,00: Cressogno, il pranzo presso l’osteria La Lanterna

Ore 15,30: Riva San Vitale, visita al battistero paleocristiano; alla parrocchiale di San Vitale che conserva interessanti sculture lignee quattrocentesche e alla chiesa di Santa Croce; gioiello del manierismo lombardo con dipinti dell’ambito di Camillo Procaccini.

Ore 18,00: arrivo a Crema.

 

Il costo, comprensivo del pullman, del pranzo e del biglietto d’ingresso alla villa, è di 55/65 euro comprensivo di pullman (25 euro), ingresso alla villa (5 euro per i soci FAI, 15 per i non soci), pranzo facoltativo (25 euro).

Per partecipare è necessario iscriversi telefonando a Daniela: 340 8016736.

 

 

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Associazione degli ex-alunni del Liceo Ginnasio "A. Racchetti" di Crema

L’Associazione, fondata il 4 novembre 2000, è un centro di vita associativa e culturale, autonomo, pluralista, apartitico, a carattere volontario, democratico.

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