Il blog dell'Associazione

Notizie riguardo alla vita dell'Associazione e altre segnalazioni.

30/09/2017

Dopo la pausa estiva, riprendono le conferenze organizzate dall’Associazione degli ex-alunni del Liceo Ginnasio “A. Racchetti” - Crema. La prima iniziativa non si terrà come di consueto il venerdì sera, ma sabato 30 settembre alle ore 10,30 per favorire la partecipazione dei liceali.
L’incontro, tenuto dal prof. Alberto Barzanò (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), sarà dedicato a Tito Livio di cui ricorre il bimillenario della morte, celebrato con numerose manifestazioni a Padova, sua città natale (www.livio2017.it). Lo storico romano nacque infatti nella città veneta nel 59 a.C. e vi morì nel 17 d.C.. L’autore è noto soprattutto per la monumentale storia di Roma, Ab Urbe Condita libri CXLII, dalla sua fondazione (tradizionalmente datata 21 aprile 753 a.C.) fino alla morte di Druso, figliastro di Augusto nel 9 a.C., unica sua opera giunta fino a noi e solo parzialmente: conosciamo, infatti solo 35, oltre a numerosi frammenti, dei 142 libri che componevano la sua storia.
Capita spesso che l’immagine delle personalità che hanno lasciato la loro impronta nella storia, col passare del tempo, si stacchi progressivamente dalla loro realtà storica e vada ad assumere invece i connotati di uno stereotipo che può essere il frutto del maggiore o minore successo avuto in vita, di un’azione consapevole dell’interessato medesimo o invece di terzi o infine semplicemente di una sequenza e/o sommatoria casuale di circostanze varie. Questo è stato anche il caso di Livio.
Se tutti certamente ben ricordano il verso in cui Dante (Inferno XXVIII 12), riferendosi a Tito Livio con parole di alto e definitivo elogio (“Come scrive Livio, che non erra…”), ha contribuito a mitizzarne definitivamente l’immagine, probabilmente solo pochi hanno invece letto, in Svetonio (Caligola 34), l’altrettanto lapidario, ma opposto, giudizio che di lui aveva dato molti secoli prima l’imperatore Caligola, come di uno “storico parolaio e pasticcione” (“verbosum in historia neglegentemque”).
Questo profondo disprezzo espresso nei confronti di Livio da un imperatore come Caligola (anche lui oggetto di un processo di stereotipizzazione, ma in senso opposto: cosicché solo ultimamente gli studi storici stanno faticosamente recuperando la vera figura storica di questo sovrano, per secoli obliterata dall’immagine del principe crudele, pazzo e degenerato per eccellenza che ha influenzato persino la filmografia del ‘900), che pure lo aveva conosciuto anche di persona da bambino e ne aveva certamente sentito parlare ampiamente dai suoi più stretti familiari anziché nuocere allo storico padovano, è stato uno dei tanti elementi convergenti che ne hanno fatto la fortuna e ne hanno avviato quella sorta di trasfigurazione destinata a generare l’esito finale di cui è testimonianza l’espressione dantesca.
La scienza storica moderna, paradossalmente, oltre a recuperare il più complessivo valore della figura di Caligola, è arrivata per vie separate (e già molto prima) a condividerne pienamente il giudizio sulla neglegentia in historia di Livio. Tanto che uno dei massimi storici dell’antichità del ‘900, sir Ronald Syme, di Livio finì per dare un giudizio forse anche più tranchant di quello di Caligola: “Abbandonando la leggenda, egli si tuffa nel romanzesco, senza avere la capacità di farne emergere i fatti certi. (…) Egli è tradito dalla specifica ignoranza della politica e della vita militare, dalla mancanza di principî critici, e, soprattutto, dall'incapacità di dare forma e struttura al materiale”.
Mentre il volto di Livio compare anche sulle monete da 2 euro e sui francobolli, è lecito domandarci se il grande risalto con cui viene celebrato quest’anno il bimillenario della sua morte sia giustificato dalla realtà della sua figura e della sua opera storica, ovvero sia motivato dal fatto che, se Tucidide resta per tutti noi il padre della scienza storica in quanto tale, Tito Livio è invece il primo della lunga teoria degli storici di professione del mondo occidentale, nonché il padre nobile di tutti i vizi e le virtù che ancora oggi, a distanza di 20 secoli, continuano a contraddistinguere tale categoria.

 

Associazione degli ex-alunni del Liceo Ginnasio "A. Racchetti" di Crema

L’Associazione, fondata il 4 novembre 2000, è un centro di vita associativa e culturale, autonomo, pluralista, apartitico, a carattere volontario, democratico.

Iscrizione Newsletter

Iscriviti alla newsletter per rimanere aggiornato sulle iniziative dell'associazione

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.