Il blog dell'Associazione

Notizie riguardo alla vita dell'Associazione e altre segnalazioni.

13/12/2018

Sabato 13 gennaio 2018, alle ore 10,30 nella sala Cremonsi del Museo Civico di Crema e del Cremasco si terrà la prima conferenza del nuovo anno organizzata dalla nostra Associazione, in collaborazione con l’A.I.C.C. (Associazione Italiana di Cultura Classica) sezione di Codogno - Crema, in orario mattutino per consentire la partecipazione degli studenti delle scuole medie superiori.

Verrà presentato il Dizionarietto di Greco di Paolo Cesaretti - Edi Minguzzi, pubblicazione che “vuole sottolineare, e avvalorare su base storica e critica, la portata innovativa della lingua greca, radice viva e rigogliosa che produce sempre nuovi germogli”.
Il Dizionarietto contesta dunque il cliché del greco come lingua morta e, lungi dal presentarsi come sussidio scolastico o come strumento per soli eruditi, include nei suoi 400 lemmi (da accademia a zoologia) non solo i termini che provengono dalla tradizione dell’umanesimo classico, ma anche i neologismi che hanno caratterizzato evoluzioni e rivoluzioni degli ultimi secoli (da psicanalisi a cinematografo a cibernetica).
Infatti, come scrivono gli autori, “il greco antico dà forma e sostanza linguistica a tutto ciò che la civiltà volta a volta produce di nuovo”.
Di ogni lemma considerato il Dizionarietto presenta l’etimologia, la fortuna culturale, gli esiti spesso paradossali e perfino divertenti nella lingua comune (come Epifania che diventa Befana), le curiosità e l’uso, con citazioni di passi greci proposti in originale e muniti non solo di traduzione, ma anche di trascrizione, per agevolare la lettura a chi proviene da percorsi di formazione estranei a quell’unicum della cultura europea moderna che è il nostro liceo classico.
Nell’ottica prescelta dagli autori il corpo delle parole della lingua greca appare come un prisma che irradia in un gioco di composizioni e ricomposizioni la pluralità originaria dei significati, fornendo al lettore uno strumento prezioso per diventare padrone della sua lingua.

 

Curricula relatori

Paolo Cesaretti insegna Letteratura greca, Civiltà bizantina e Storia romana all’Università di Bergamo. Studioso di formazione storico-filologica, si è particolarmente dedicato all’epoca bizantina, privilegiando la tradizione filologica e la ricezione dei testi classici, la storiografia, l’agiografia e i rapporti con l’Occidente medievale. Ha pubblicato edizioni critiche e testi di scavo, saggi monografici, articoli eruditi, traduzioni e curatele nonché biografie storiche. Tra le sue pubblicazioni più recenti Le quattro mogli dell’imperatore (Milano 2015) e Testo agiografico e orizzonte visivo (con B. Hamarneh, Roma 2016).

Edi Minguzzi insegna Lingua greca all’Università Statale di Milano. Glottologa allieva di Vittore Pisani, ha pubblicato saggi sulle intersezioni storico-culturali sottese alla comparazione linguistica, dalle radici indoeuropee (Nomi e Numi. Lineamenti di antichità indoeuropee, Milano 2000) alla tarda antichità. Sensibile alla didattica del greco (Imparare il greco. Grammatica e Lessico di base, Milano 2012) ha altresì pubblicato saggi di linguistica (L’idea di Struttura, Milano 2002, Codici e Comunicazione, Milano 2003) e semiologia (La parola e la frase. Corso di semantica, con R. Giacomelli, Roma 2007).

 

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10/12/2017

Luigi Miradori, detto il Genovesino, nasce probabilmente a Genova, città da cui deriva il suo soprannome, attorno al 1605. Verso il 1632 è documentato a Piacenza e nel 1637 risulta già stabilito a Cremona dove rimarrà fino alla morte sopraggiunta nel 1656. Per la città lombarda e i centri del circondario (Castelleone, Soresina, Treviglio, San Martino Dall’Argine, Casalbuttano, Codogno, Cappella Cantone, Castelponzone, etc.) realizzerà la maggior parte delle opere oggi note. Fu attivo sia per la committenza religiosa che per quella laica, tra cui si distinse il governatore e castellano di Cremona, don Álvaro de Quiñones, che si era insediato in città nel 1644. Del pittore sono note solamente tele, anche se è documentato un perduto ciclo di pittura murale. Dopo gli esordi influenzati dalla pittura genovese e caravaggesca, il Genovesino ebbe modo di conoscere la pittura spagnola dei grandi maestri (Francisco de Zurbarán, Diego Velázquez, José de Ribera detto lo Spagnoletto, etc.) grazie alle collezioni dei nobili spagnoli risiedenti in Italia. Costante fonte d’ispirazione furono anche le stampe e incisioni (Jacques Callot, Hendrick Goltzius, Marcantonio Raimondi, etc.).

Dimenticato dalla critica, il pittore fu riscoperto a partire dal dopoguerra grazie agli studi di Mina Gregori, allieva ed erede di Roberto Longhi. La mostra, la prima monografica dedicata all’intera vita del pittore, aggiorna e riunisce tutti gli studi più recenti sulla sua attività.

Per apprezzare al meglio l’esposizione, la nostra Associazione ha organizzato una visita con una guida d’eccezione: il prof. Valerio Guazzoni, curatore della mostra insieme a Francesco Frangi e Marco Tanzi.

 

RITROVO: ore 10,00 a Cremona, all’ingresso della Pinacoteca del Museo Civico Ala Ponzone (via Ugolani Dati, 4).

BIGLIETTO: intero 10 € (altre informazioni www.mostragenovesino.it)

 

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04/11/2017

Il 31 ottobre 1517 il frate agostiniano Martin Lutero propose alla pubblica discussione 95 tesi relative alla validità delle indulgenze. Secondo la tradizione, esse furono affisse sulla porta della chiesa del castello di Wittenberg in Sassonia e diedero avvio alla Riforma protestante. Nel 1521 Lutero fu scomunicato e nel 1555 la Pace di Agusta riconobbe l’esistenza di due diverse fedi religiose in Germania.
A cinquecento anni di distanza dalla Riforma e alla luce del viaggio apostolico di Papa Francesco a Lund in Svezia e della Dichiarazione congiunta tra la Chiesa Cattolica e la Federazione Luterana Mondiale, lì firmata il 31 ottobre 2016, la nostra Associazione ha invitato mons. Franco Buzzi, Presidente dell’Accademia Ambrosiana e socio fondatore e direttore scientifico dell’Accademia di Studi Luterani in Italia, a tenere una conferenza per riflettere sullo stato dei rapporti fra cattolici e protestanti sul piano teologico, dottrinario e filosofico. L'incontro, intitolato Riforma protestante 1517 >> 2017. Libertà e giustizia per mezzo della croce, si terrà sabato 4 novembre 2017, ore 17,00 nella Sala Cremonesi, Museo Civico di Crema e del Cremasco, piazzetta W. Terni de Gregorj, 5 - 26013 Crema.

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30/09/2017

Dopo la pausa estiva, riprendono le conferenze organizzate dall’Associazione degli ex-alunni del Liceo Ginnasio “A. Racchetti” - Crema. La prima iniziativa non si terrà come di consueto il venerdì sera, ma sabato 30 settembre alle ore 10,30 per favorire la partecipazione dei liceali.
L’incontro, tenuto dal prof. Alberto Barzanò (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), sarà dedicato a Tito Livio di cui ricorre il bimillenario della morte, celebrato con numerose manifestazioni a Padova, sua città natale (www.livio2017.it). Lo storico romano nacque infatti nella città veneta nel 59 a.C. e vi morì nel 17 d.C.. L’autore è noto soprattutto per la monumentale storia di Roma, Ab Urbe Condita libri CXLII, dalla sua fondazione (tradizionalmente datata 21 aprile 753 a.C.) fino alla morte di Druso, figliastro di Augusto nel 9 a.C., unica sua opera giunta fino a noi e solo parzialmente: conosciamo, infatti solo 35, oltre a numerosi frammenti, dei 142 libri che componevano la sua storia.
Capita spesso che l’immagine delle personalità che hanno lasciato la loro impronta nella storia, col passare del tempo, si stacchi progressivamente dalla loro realtà storica e vada ad assumere invece i connotati di uno stereotipo che può essere il frutto del maggiore o minore successo avuto in vita, di un’azione consapevole dell’interessato medesimo o invece di terzi o infine semplicemente di una sequenza e/o sommatoria casuale di circostanze varie. Questo è stato anche il caso di Livio.
Se tutti certamente ben ricordano il verso in cui Dante (Inferno XXVIII 12), riferendosi a Tito Livio con parole di alto e definitivo elogio (“Come scrive Livio, che non erra…”), ha contribuito a mitizzarne definitivamente l’immagine, probabilmente solo pochi hanno invece letto, in Svetonio (Caligola 34), l’altrettanto lapidario, ma opposto, giudizio che di lui aveva dato molti secoli prima l’imperatore Caligola, come di uno “storico parolaio e pasticcione” (“verbosum in historia neglegentemque”).
Questo profondo disprezzo espresso nei confronti di Livio da un imperatore come Caligola (anche lui oggetto di un processo di stereotipizzazione, ma in senso opposto: cosicché solo ultimamente gli studi storici stanno faticosamente recuperando la vera figura storica di questo sovrano, per secoli obliterata dall’immagine del principe crudele, pazzo e degenerato per eccellenza che ha influenzato persino la filmografia del ‘900), che pure lo aveva conosciuto anche di persona da bambino e ne aveva certamente sentito parlare ampiamente dai suoi più stretti familiari anziché nuocere allo storico padovano, è stato uno dei tanti elementi convergenti che ne hanno fatto la fortuna e ne hanno avviato quella sorta di trasfigurazione destinata a generare l’esito finale di cui è testimonianza l’espressione dantesca.
La scienza storica moderna, paradossalmente, oltre a recuperare il più complessivo valore della figura di Caligola, è arrivata per vie separate (e già molto prima) a condividerne pienamente il giudizio sulla neglegentia in historia di Livio. Tanto che uno dei massimi storici dell’antichità del ‘900, sir Ronald Syme, di Livio finì per dare un giudizio forse anche più tranchant di quello di Caligola: “Abbandonando la leggenda, egli si tuffa nel romanzesco, senza avere la capacità di farne emergere i fatti certi. (…) Egli è tradito dalla specifica ignoranza della politica e della vita militare, dalla mancanza di principî critici, e, soprattutto, dall'incapacità di dare forma e struttura al materiale”.
Mentre il volto di Livio compare anche sulle monete da 2 euro e sui francobolli, è lecito domandarci se il grande risalto con cui viene celebrato quest’anno il bimillenario della sua morte sia giustificato dalla realtà della sua figura e della sua opera storica, ovvero sia motivato dal fatto che, se Tucidide resta per tutti noi il padre della scienza storica in quanto tale, Tito Livio è invece il primo della lunga teoria degli storici di professione del mondo occidentale, nonché il padre nobile di tutti i vizi e le virtù che ancora oggi, a distanza di 20 secoli, continuano a contraddistinguere tale categoria.

 

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Associazione degli ex-alunni del Liceo Ginnasio "A. Racchetti" di Crema

L’Associazione, fondata il 4 novembre 2000, è un centro di vita associativa e culturale, autonomo, pluralista, apartitico, a carattere volontario, democratico.

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