Di grande successo anche la seconda serata sul tema “Il Risorgimento e Crema”, condotta dal prof. Vittorio Dornetti davanti a una sala gremita di ascoltatori. L’argomento: “I Cremaschi alle Cinque Giornate. Il Contributo dato dai Cremaschi alle Cinque Giornate e alla Prima Guerra di Indipendenza”. Circostanziata la ricostruzione del contesto storico e dei fatti di quel periodo, così decisivi per il processo risorgimentale. Ricca di nuovi elementi biografici la presentazione dei personaggi coinvolti in quelle vicende, con ruoli di rilievo che vanno oltre l’ambito locale.
Per primo Vincenzo Toffetti, attivo nei moti del 1821, importante figura di collegamento tra i liberali piemontesi e lombardi prima dell'insurrezione, Ambasciatore del Governo Provvisorio lombardo a Napoli, fidato consigliere di Cavour in occasione della guerra in Crimea, ultimo della sua famiglia, che lascia il palazzo di Ombriano ai banchieri Rossi di Genova. Quindi Enrico Martini, che promuove la formazione del Governo Provvisorio nella Milano assediata dagli austriaci, diviene intimo di Carlo Alberto e facilita la fusione tra Piemonte, Lombardia e Veneto, svolge come Ambasciatore importanti incarichi in Italia e in Europa, collabora strettamente con Cavour e poi con Rattazzi, è eletto al parlamento per ben quattro legislature e supera a Crema, negli ultimi mandati, ogni avversario politico senza alcun ricorso al ballottaggio e con uno schiacciante numero di preferenze, nonostante una mirata campagna diffamatoria in suo danno. Ottaviano Vimercati, che combatte come ufficiale dei bersaglieri, in battaglia salva la vita a Lamarmora, è a fianco di Vittorio Emanuele a Vignale e si afferma quindi come apprezzato diplomatico. Enrico Zurla, che alla notizia dell’insurrezione di Milano rischia con altri patrioti cremaschi la vita per costituire il nuovo governo locale contro gli austriaci. Paolo Marazzi, che in quei mesi riesce a dar voce politica alla nostra città in favore della fusione tra il Piemonte e la Lombardia, nonostante le resistenze, nel Governo Provvisorio, dell’abate Anelli spalleggiato da Cattaneo. Lodovico Oldi, personaggio riservato ed enigmatico, punto di riferimento per chi a Crema già progettava istituzioni liberali e civili, attivo anche nel decennio di preparazione e tra i primi reggitori cittadini dopo la definitiva cacciata degli austriaci.
Richiamati anche personaggi che si formarono in quegli anni e che onorarono Crema dopo l’unità, come Pietro Foglia, Luigi Griffini e Pietro Donati. Al termine, riportati brani dal testo ancora inedito di Ferdinando Meneghezzi, dedicato agli avvenimenti svoltisi a Crema in quei mesi del 1848 e riprodotto grazie alla disponibilità della Direzione della Biblioteca di Crema.
Una serata dedicata ai cremaschi protagonisti di quel punto di svolta, di quello snodo cruciale della nostra storia che furono le Cinque Giornate e la Prima Guerra di Indipendenza. Un doppio atto di giustizia, quindi. Da un lato, verso avvenimenti storici spesso trascurati rispetto a talune enfatizzazioni degli eventi successivi. Dall’altro, verso uomini che fecero la storia ma poi furono messi in ombra da un certo modo di scrivere la storia. Nelle prossime celebrazioni locali del 150° dell'Unità dovrebbe esser più difficile insistere a ignorare Vincenzo Toffetti, Enrico Martini, Ottaviano Vimercati, Attilio Zurla, Paolo Marazzi, Lodovico Oldi e Ferdinando Meneghezzi.