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Sabato 7 marzo 2026, con inizio alle ore 16, presso la sala Cremonesi del Museo Civico di Crema e dl Cremasco, si svolgerà la conferenza sul tema "Francesco tra storia e agiografia". Relatrice sarà Maria Pia Alberzoni, già docente presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. L'iniziativa ha il patrocinio del Comune di Crema
L'agiografia su Francesco d'Assisi è particolarmente ricca e fornisce immagini del santo tra loro talora contrastanti. Sorge dunque la domanda circa la possibilità di utilizzare i testi agiografici come fonti storiche e, sulla loro base, di poter ricostruire il "vero" Francesco. La relatrice proporrà in questo incontro qualche ipotesi di lettura dei testi agiografici, sottoponendoli alla verifica dei dati storicamente verificabili.
Maria Pia Alberzoni è stata professore ordinario presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove dal 1993 al 2023 ha insegnato Storia medievale. È stata visiting professor presso le Università di Vienna (1996 e 1998), Dresda (2002), Magonza (2006), Wuppertal (2018-2019) e il Franciscan Institute della Saint Bonaventure University (NY) (2007; 2009; 2011; 2012; 2013).
Dal 2015 al 2021 è stata vicepresidente della Società italiana per lo studio del medioevo (SISMED). Fa parte del Consiglio direttivo del Centro di studi sul Basso medioevo (Todi); della Società internazionale di studi francescani (Assisi); del wissenschaftlicher Beirat del FOVOG (Dresden); del Consiglio scientifico del Centro Studi sulla Storia degli Insediamenti Monastici Europei (CESIME). Dal 2014 al 2023 ha fatto parte del Consiglio scientifico dell'Istituto Storico Germanico di Roma. Fa parte dell'Editorial Board della collana "The Other Sister: Active Women Religious in the Pre-Modern World" (Brepols).
Tra il 2004 e il 2023 è stata membro del Collegio dei docenti della Scuola di Dottorato di ricerca in Studi Umanistci. Tradizione e modernità, dell'Università Cattolica del Sacro Cuore. Dal 2023 fa parte dell'Associazione Scholars dell'Università Cattolica del Sacro Cuore. È Membro Effettivo dell'Istituto Lombardo. Accademia di Scienze e di Lettere. Dirige (dal 2015) la collana "Ordines. Studi su istituzioni e società nel medioevo europeo", edizioni Vita e Pensiero.
È autrice di oltre 200 contributi scientifici e di sette monografie, tra le quali:
Francescanesimo a Milano nel Duecento, Milano 1991 (Fonti e Ricerche, 1);
Chiara e il papato, Milano 1995 (Aleph, 3);
Santa povertà e beata semplicità. Francesco d'Assisi e la Chiesa romana, Milano, Vita e Pensiero, 2015 (Ordines. Studi su istituzioni e società nel medioevo europeo, 1);
Fratres et sorores qui appellantur Humiliati. Saggi sugli Umiliati raccolti in occasione del settantesimo compleanno, a cura di G. Cariboni, N. D'Acunto, A. Lucioni, R. Mambretti, Berlin 2024 (Vita regularis. Abhandlungen, 87).
Da questo punto in avanti sono elencati gli eventi già realizzati dalla nostra Associazione o nei quali la nostra Associazione è stata coinvolta. Il periodo è quello dei diciassette anni che vanno dal 2009 al 2025 compresi, durante i quali questo sito web era già attivo. L'ordine delle iniziative di seguito elencate è cronologico, nel senso che si inizia dalle ultime realizzate per risalire poi fino a quelle svolte a partire dal 2009.
Sabato 14 febbraio 2026, presso la sala Cremonesi del Museo Civico di Crema e del Cremasco, si è svolta la conferenza sul tema "Grünewald. Pittore e mistico del Rinascimento tedesco". Relatore è stato il prof. Edoardo Villata. L'iniziativa ha avuto il patrocinio del Comune di Crema.
Il pittore tedesco Mathis Grünewald (circa 1480-1528) rimane una delle figure più enigmatiche del Rinascimento tedesco. La sua identità artistica è definita dalla complessità stilistica delle sue opere e dall'oscurità dei dati storici. Edoardo Villata ha riesaminato l'opera di Grünewald attraverso la rivalutazione critica delle fonti, degli sviluppi stilistici e dell'ampio spettro di influenze artistiche, andando oltre le interpretazioni consolidate. Grazie a una lunga ricerca d'archivio, il relatore ha offerto numerosi spunti inediti sulla sua attività, in particolare sulla sua formazione presso lo scultore Tilman Riemenschneider, sulla lettura iconografica delle sue opere, in particolare su quella dell'altare di Isenheim, uno dei vertici artistici del pittore, oltre che sui suoi rapporti con il panorama artistico culturale del suo tempo.
Edoardo Villata si è laureato all'Università di Torino con Giovanni Romano. Ha poi conseguito il diploma di specializzazione (1997) e il dottorato di ricerca (2004) presso l'Università Cattolica di Milano, dove ha insegnato fino al 2019. Nello stesso anno è stato visiting lecturer presso l'Università Gaspar Kàtoli di Budapest. Attualmente è associate professor presso la Dongbei Daxue (Northeastern University), a Shenyang, Repubblica Popolare Cinese. Fa parte del comitato editoriale di «Insula Fulcheria».
È autore di diversi libri e articoli su artisti del Rinascimento, tra i quali Macrino d'Alba (2000), Gaudenzio Ferrari (2004), Leonardo da Vinci (2005, 2015, 2021), Bramantino (2012), Pordenone (2016), Grünewald (2018, 2025). Ha curato importanti mostre a Firenze, Milano e Rancate (Svizzera).
Sabato 17 gennaio 2026, presso l'Aula Magna dell'Istituto di Istruzione Superiore "Racchetti - da Vinci" di Crema, si è svolta la conferenza sul tema "Sbagliando s'impara. Collodi ci racconta, con il suo 'Pinocchio', come si diventa grandi". Relatore è stato Giuseppe Langella, dell'Università Cattolica di Milano.
Sapendo in che conto vengano generalmente tenuti dai ragazzi i predicozzi degli adulti, Collodi mette da parte il metodo precettistico adottato da De Amicis in Cuore. Pinocchio, di fatto, viene lasciato libero di sbagliare, confidando nella sua capacità di imparare dagli errori. E così avviene: a forza di cacciarsi nei guai, il burattino apprende da solo, a sue spese, come ci si deve comportare. In tal senso, assai più di Cuore, in cui l'educazione è impartita dall'alto, in maniera moralistica e anche un po' stucchevole, la storia di Pinocchio, seppur costruita in forma di fiaba, rispecchia lo schema del romanzo di formazione.
La posta in gioco, anche per Pinocchio, è la maturazione, intesa come conquista della saggezza, irrobustimento della volontà e vittoria delle virtù sulle inclinazioni sbagliate. Il premio per aver raggiunto questo traguardo è la sua trasformazione da burattino di legno a fanciullo in carne e ossa.
Giuseppe Langella è nato a Loreto (Ancona) nel 1952 e vive a Milano. Già professore ordinario di Letteratura italiana moderna e contemporanea all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove ha diretto per vent'anni il Centro di ricerca "Letteratura e cultura dell'Italia unita", è stato, fra l'altro, presidente della "Società italiana per lo studio della modernità letteraria", all'interno della quale ha fondato e coordinato fino all'anno 2021 il settore "Mod per la Scuola".
Ha accumulato una vastissima produzione scientifica di monografie, saggi ed edizioni critiche, perlustrando ampie zone della poesia, della prosa e della cultura militante degli ultimi due secoli. Tra le sue pubblicazioni più importanti: Il secolo delle riviste (1982), Italo Svevo (1992), Poesia come ontologia (1997), Le "favole" della «Ronda» (1998), Amor di patria. Manzoni e altra letteratura del Risorgimento (2005), Manzoni poeta teologo (2009). È autore di manuali di letteratura italiana ad uso dei licei (l'ultimo: Del mondo esperti, Sanoma - Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori 2025) e delle lauree umanistiche (La modernità letteraria, Pearson 2021). Condirige la rivista «La Modernità della Scuola».
Parte dei suoi scritti di didattica della letteratura sono raccolti nel volume Scommettere sulla letteratura. Per una scuola dei valori (Sanoma - Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori 2025), dove compare, fra l'altro, anche il saggio "Pinocchio" vs "Cuore". Pedagogia dell'esempio o esperienza educativa?, pp. 122-141.