Eventi in Calendario

Notizie riguardo alla vita dell'Associazione e altre segnalazioni.

Palazzo Vimercati, via Matteotti 39, Crema.
Si è svolta sabato 5 febbraio, dalle 18 alle 19, l'assemblea ordinaria dei soci. La relazione annuale, presentata dal Presidente Pietro Martini, ha evidenziato gli indici positivi di crescita dell'Associazione, che ha realizzato nel 2010 numerose iniziative di successo, ha raggiunto i 157 aderenti e continua a valersi di risorse organizzative ed economiche di sicuro affidamento.
Oltre al bilancio consuntivo e preventivo, è stato esposto e approvato anche il programma degli eventi in calendario per il 2011.
Il verbale dell'Assemblea, con la relazione annuale agli associati, è reperibile dai tesserati nella parte di questo sito a loro riservata.

Di grande successo anche la seconda serata sul tema “Il Risorgimento e Crema”, condotta dal prof. Vittorio Dornetti davanti a una sala gremita di ascoltatori. L’argomento: “I Cremaschi alle Cinque Giornate. Il Contributo dato dai Cremaschi alle Cinque Giornate e alla Prima Guerra di Indipendenza”. Circostanziata la ricostruzione del contesto storico e dei fatti di quel periodo, così decisivi per il processo risorgimentale. Ricca di nuovi elementi biografici la presentazione dei personaggi coinvolti in quelle vicende, con ruoli di rilievo che vanno oltre l’ambito locale.
Per primo Vincenzo Toffetti, attivo nei moti del 1821, importante figura di collegamento tra i liberali piemontesi e lombardi prima dell'insurrezione, Ambasciatore del Governo Provvisorio lombardo a Napoli, fidato consigliere di Cavour in occasione della guerra in Crimea, ultimo della sua famiglia, che lascia il palazzo di Ombriano ai banchieri Rossi di Genova. Quindi Enrico Martini, che promuove la formazione del Governo Provvisorio nella Milano assediata dagli austriaci, diviene intimo di Carlo Alberto e facilita la fusione tra Piemonte, Lombardia e Veneto, svolge come Ambasciatore importanti incarichi in Italia e in Europa, collabora strettamente con Cavour e poi con Rattazzi, è eletto al parlamento per ben quattro legislature e supera a Crema, negli ultimi mandati, ogni avversario politico senza alcun ricorso al ballottaggio e con uno schiacciante numero di preferenze, nonostante una mirata campagna diffamatoria in suo danno. Ottaviano Vimercati, che combatte come ufficiale dei bersaglieri, in battaglia salva la vita a Lamarmora, è a fianco di Vittorio Emanuele a Vignale e si afferma quindi come apprezzato diplomatico. Enrico Zurla, che alla notizia dell’insurrezione di Milano rischia con altri patrioti cremaschi la vita per costituire il nuovo governo locale contro gli austriaci. Paolo Marazzi, che in quei mesi riesce a dar voce politica alla nostra città in favore della fusione tra il Piemonte e la Lombardia, nonostante le resistenze, nel Governo Provvisorio, dell’abate Anelli spalleggiato da Cattaneo. Lodovico Oldi, personaggio riservato ed enigmatico, punto di riferimento per chi a Crema già progettava istituzioni liberali e civili, attivo anche nel decennio di preparazione e tra i primi reggitori cittadini dopo la definitiva cacciata degli austriaci.
Richiamati anche personaggi che si formarono in quegli anni e che onorarono Crema dopo l’unità, come Pietro Foglia, Luigi Griffini e Pietro Donati. Al termine, riportati brani dal testo ancora inedito di Ferdinando Meneghezzi, dedicato agli avvenimenti svoltisi a Crema in quei mesi del 1848 e riprodotto grazie alla disponibilità della Direzione della Biblioteca di Crema.
Una serata dedicata ai cremaschi protagonisti di quel punto di svolta, di quello snodo cruciale della nostra storia che furono le Cinque Giornate e la Prima Guerra di Indipendenza. Un doppio atto di giustizia, quindi. Da un lato, verso avvenimenti storici spesso trascurati rispetto a talune enfatizzazioni degli eventi successivi. Dall’altro, verso uomini che fecero la storia ma poi furono messi in ombra da un certo modo di scrivere la storia. Nelle prossime celebrazioni locali del 150° dell'Unità dovrebbe esser più difficile insistere a ignorare Vincenzo Toffetti, Enrico Martini, Ottaviano Vimercati, Attilio Zurla, Paolo Marazzi, Lodovico Oldi e Ferdinando Meneghezzi.

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Sono iniziate a Crema le celebrazioni per il 150° dell’Unità d’Italia. Un ottimo inizio, grazie alla prima delle due iniziative dedicate dalla nostra Associazione al tema “Il Risorgimento e Crema”. L’argomento della prima serata è stato “Il Risorgimento: un’occasione o un problema? Presentazione del processo risorgimentale”. Pubblico molto qualificato, posti esauriti in sala e forte attenzione verso gli argomenti esposti dal relatore, il prof. Vittorio Dornetti. Insegnante presso il locale Liceo Scientifico, stimato collaboratore di istituzioni e associazioni culturali, il prof. Dornetti è anche uno studioso noto per le sue ricerche storiche e per le sue apprezzate pubblicazioni. Da tempo sta approfondendo il processo formativo risorgimentale, con particolare attenzione ai collegamenti tra la storia nazionale e quella locale, riscoprendo, attraverso un rigoroso esame delle fonti, fatti e personaggi rimasti sinora nell’ombra a causa di talune impostazioni storiografiche a dir poco convenzionali. Presenti l’Assessore alla Cultura, l’arch. Paolo Mariani, e il Presidente del Consiglio Comunale, Antonio Agazzi, che ha introdotto la serata nel contesto del programma che il Comune di Crema ha iniziato a svolgere per il 150° anniversario dello Stato italiano.
Il prof. Dornetti ha presentato i principali elementi su cui la storiografia più critica verso il Risorgimento insiste: le teorie meridionaliste che spiegano il brigantaggio come lotta di popolo e reazione legittimista borbonica alla conquista "piemontese" del meridione; le tesi sugli attacchi della Massoneria al magistero della Chiesa, attraverso la soppressione degli ordini religiosi e l’appropriazione dei beni ecclesiastici; le nostalgie per il buongoverno austriaco del lombardo-veneto, alquanto idealizzato; la riduzione del Risorgimento a una sequenza di annessioni regie per scopi meramente dinastici.
Convincenti le argomentazioni con cui il prof. Dornetti ha controbattuto agli eccessi di queste tendenze storiografiche, che stanno portando, con uno stile molto libellistico, a un crescendo di sentimenti antitaliani, utilizzando una "retorica dell’anti-retorica" di facile presa emozionale.
Dopo aver passato in rassegna tutti gli elementi per cui il Risorgimento ha costituito un’occasione più che un problema e dopo aver sottolineato l’importanza del nostro divenire una realtà nazionale nel contesto europeo, dopo secoli di assoggettamento politico e di ritardo istituzionale, il prof. Dornetti ha ricordato come il Risorgimento sia stato fatto in buona misura dai giovani, con passione, speranza e coraggio. Oggi spesso la storia tace i fatti importanti e indugia sulle cose minute, sulle debolezze che persino i grandi uomini possono aver avuto. Si tratta della storia “vista dal buco della serratura”, figlia di un tempo che stenta a trovare il senso delle cose importanti, quelle per le quali da sempre gli uomini combattono e arrivano a dare, come nel Risorgimento, anche la propria vita.
Una storia che fa dell'Italia "il paese che nessuno vuole" e che rischia di riportare gli italiani a mentalità e attitudini preunitarie. O forse una storia che ha fatto il suo tempo e che sta per essere cambiata proprio da nuove generazioni ancora capaci di quella passione, di quella speranza e di quel coraggio indicati dal prof. Dornetti al termine della sua applauditissima relazione.

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Una serata ricca di contenuti, quella offerta dal prof. Carlo Alberto Sacchi venerdì 18 giugno a Crema. E’ stata la poesia cremasca la protagonista di questa iniziativa, che ha raccolto a Palazzo Vimercati, oltre al prof. Sacchi, la poetessa Graziella Vailati, che si è alternata con lui nel recitare brani poetici in cremasco, ed altre autorità in materia, primo tra tutti il prof. Luciano Geroldi. Graditissima la presenza della poetessa Lina Casalini e del signor Franco Maestri, molto noti ed apprezzati dai cultori di poesia cremasca.
Il prof. Sacchi, sin dagli anni della prima gioventù, ha amato questo genere e si è dedicato alla ricerca dei testi di moltissimi autori, divenendo anch’egli un poeta molto valido ed ottenendo importanti riconoscimenti in proposito. Nel gennaio 2010 è stato infatti presentato presso la Biblioteca di Crema il suo terzo volume di poesie in cremasco.
Nel corso della serata, dopo la presentazione dell’arch. Edoardo Edallo, Consigliere della nostra Associazione, il prof. Sacchi ha svolto, in modo scientificamente inoppugnabile e tuttavia molto avvincente, una vera e propria 'lectio’ sulle strutture linguistiche, la fonetica, la morfologia, la sintassi, il lessico, la metrica e, più in generale, il senso della parlata cremasca. Le spiegazioni riferite alle varie forme verbali - sostantivi, aggettivi, verbi e così via - sono state ben inquadrate nei contesti antropologici opportuni, segnalandone con competenza le derivazioni e gli adattamenti attuati ai fini delle migliori possibilità espressive. Davvero indovinata la formula di alternare all’enunciazione delle regole linguistiche le loro applicazioni poetiche, attraverso la lettura di componimenti da parte della signora Vailati e dello stesso prof. Sacchi, spesso con l’intervento ulteriormente chiarificatore del prof. Geroldi.
Il tutto senza alcuna enfasi recitativa e senza cedere mai ad un troppo facile localismo. Un uomo, prima ancora che un poeta, Carlo Alberto Sacchi, sempre misurato, quasi schivo, che ha colpito i presenti proprio per quel suo modo un po’ emozionato ma molto solido e sicuro di intendere la poesia.
Numerose le domande al termine della serata, in un clima confidenziale e di intensa partecipazione da parte di chi ha approfittato della presenza in sala di personaggi così rilevanti per la poesia cremasca – Sacchi, Geroldi, Vailati, Casalini, Maestri - raramente presenti tutti insieme in una specifica iniziativa culturale di questo genere.

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